È vero, considerando che il Cinema è un settore particolarmente amato tra le fila di Slang Radio e dato il titolo di questo articolo, sembrerebbe che questo non sia altro che l’annuncio del sequel di un film già visto. In un certo senso è così. È stato raggiunto infatti l’accordo tra il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle per la formazione di un nuovo Governo, questa volta a loro dire “di svolta”, “di rinnovamento”. E come non scegliere quale migliore rappresentante di questa nuova stagione politica se non il protagonista di quella scorsa?! Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infatti, preso atto della posizione unitaria espressa dai due Partiti sopra citati, ha affidato nuovamente l’incarico a Giuseppe Conte. Quel Giuseppe Conte a cui evidentemente, dopo un anno e mezzo di silenziosa convivenza, quella vendetta messa in atto contro Matteo Salvini il 20 Agosto scorso al Senato ha giovato non solo l’immagine di eroe anti-Salvini ma di fatto gli ha consegnato in mano il destino del Movimento 5 Stelle, sempre più allo sbando. Ed è così che il suicidio politico di Matteo Salvini ha spianato la strada a quell’accordo che fino a poco tempo nessuno si sarebbe mai aspettato. In tutta questa storia c’è un unico campione di strategia politica a cui va dato l’onore delle armi, ed il suo nome è Matteo Renzi. Egli infatti con un sol colpo è riuscito a mettere all’angolo tutti i suoi avversari politici: Matteo Salvini, il Movimento 5 Stelle ed il Segretario del suo Partito Nicola Zingaretti. Il primo lo ha deriso per evidenti motivi, dato che dall’essere de facto Capo del Governo adesso è finito per sbraitare all’opposizione.

Al Movimento 5 Stelle è riuscito a sferrare il colpo più letale.

Sapendoli infatti disposti a fare un Governo anche con il diavolo pur di non tornare a votare, li ha costretti a farlo con quello che per loro effettivamente era sempre stato il diavolo, nonché fonte inesauribile della loro fortuna politica, e cioè proprio il Partito Democratico. Scelta che provocato non pochi malumori tra i parlamentari stellati e l’elettorato storico, tanto è vero che in questi giorni di trattative aperte tra i due Partiti il povero Luigi Di Maio in evidentemente imbarazzo ha scientificamente evitato di pronunciare anche per una sola volta la parola “Partito Democratico”. Infine Nicola Zingaretti, quel Segretario che già altre volte ho definito politicamente mutilato in quanto ostaggio degli uomini di Renzi in Parlamento, il quale per questo motivo avrebbe avuto tutti gli interessi per andare a votare e cambiare i gruppi parlamentari in suo favore. Ed invece si è trovato costretto non solo ad accettare la trattativa con il Movimento di Grillo & Casaleggio, ma essendo formalmente il Leader del suo Partito ha dovuto pure portare avanti personalmente i rapporti con gli avversari se non nei prossimi giorni subire un incarico di Governo, con evidente soddisfazione di Renzi che dopo aver lanciato il sasso ha immediatamente nascosto la mano ed in questi giorni sembra quasi essere un passante. Immagino la grande soddisfazione nell’aver mandato al macero l’ennesimo compagno di quel Partito che vuole riprendersi, o ritornandone alla guida o spaccandolo definitivamente. In tutto questo marasma c’è un solo fatto positivo, e cioè che Matteo Salvini si è buttato fuori dai giochi e fuori dal Ministero avrà meno potere, sia politico che mediatico.

Ma attenzione, in primis a chi si sta accingendo entusiasta a formare questo nuovo Governo.

È troppo presto per cantare vittoria e consegnare Salvini e la cultura retrograda che si porta dietro al passato.  Sia chiaro che questo esperimento è molto delicato e rischioso. Se infatti dovesse passare il messaggio che questo nuovo Governo sia una mera spartizione di poltrone, e se fin da subito non ci si metterà al lavoro portando a casa delle misure importanti ed intercettabili dalla sensibilità popolare, c’è il rischio che tutto questo si trasformi in un ulteriore amplificatore della rabbia e della frustrazione popolare, con un ritorno questa volta definitivo e pericoloso dei personaggi e delle idee contro cui questo Governo è ufficialmente nato. E purtroppo, considerando che dentro il Partito Democratico non si è mai fatta un’analisi seria sulle cause delle continue sconfitte degli ultimi anni, di quegli errori che della fortuna politica di Matteo Salvini ne sono stati fautori, e data l’ancora inconsistente sostanza politica del Movimento 5 Stelle, questo rischio lo vedo altissimo.

                                                                                                     Alberto Lucifora

Nessun commento

Lascia un commento

Your email address will not be published.