C’è chi dice che a mangiare troppo del tuo cibo preferito si finisce col non sopportarlo più, c’è anche chi dice che non si può ascoltare la stessa canzone per più di 3 volte di fila senza cominciare ad annoiarti. Io vi dico che si sbagliano, ho mangiato pasta al forno quasi per una settimana di fila e seppur con sommo dispiacere della bilancia vi giuro avrei continuato per un’altra settimana (tratto da una triste storia vera). Per la musica la storia è un po’ diversa, a volte può succedere ma non è questo il caso di oggi. Ho ascoltato un intero album a ripetizione per quasi una giornata intera e ancora mi diverte, mi spacca e mi prende. Lui è “GIOVA” e l’album in questione è GIOVA+GIOVA.

“GIOVA+GIOVA” è il primo album di GIOVA, un lavoro che potrei definire introspettivo ma che in realtà è molto di più, perché GIOVA è tutto lì in quelle 6 tracce, con le sue paure, i suoi ricordi, la sua città, un po’ Dr Jakyll un po’ Mr Hyde, GIOVA è li a raccontarsi. E’ un album vero in cui l’autore ci parla a cuore aperto, confidandosi, quasi spifferandoci i lati più nascosti e strambi della sua personalità e senza prendersi troppo sul serio, senza nessun filtro, alla fine dell’EP impariamo a conoscere GIOVA.

Il vero punto di forza dell’album è però il sound: un “trip” di suoni ed effetti che esplodono nelle orecchie. Le basi dell’ep mescolano infatti rime rap e R&B e quello che viene fuori è quasi un vero e proprio gioco di sonorità che raggiunge forse il suo apice in TUTTO GIU, dove si aggiungono dei tempi di parlato perfetti con un incastro che rende un effetto unico nel suo genere.

La prima traccia dell’ep è “Io alla fine” ed è un po’ il biglietto da visita di GIOVA, una presentazione sincera sul personaggio, un po’ buono, un po’ cattivo. Un ragazzo con i suoi ricordi e suoi rimpianti che fa i conti con quello che è, forse un pò mascalzone e lunatico ma alla fine come diceva una volta qualcuno si è quello che si è e questo GIOVA lo ha capito bene. In fondo credo anche che sia orgoglioso di quello che è diventato o quantomeno ha trovato il coraggio di gridarlo a tutti.

Le sue radici e la sua personalità sono il fulcro del suo Ep d’esordio ed un chiaro esempio è “lampredotto”, la seconda traccia dell’album in cui Giova omaggia Firenze, la sua città d’origine. I rimandi e le citazioni alla città sono infatti molteplici nel testo e il cantante sembra quasi ripercorrere i ricordi che più lo legano alla città: dai nonni a Batistuta fino alle sue vie, infilandoci pure una citazione all’inferno dantesco. La canzone è una vera dichiarazione d’amore ad una città che sicuramente occupa un posto speciale nel suo cuore ma con la quale ha probabilmente avuto un rapporto complicato.

videoclip di “TU 6”- ultima traccia dellalbum “GIOVA+GIOVA”

GIOVA+GIOVA è un viaggio che vale la pena di compiere perché in un modo o nell’altro possiamo condividere quelle mille sfaccettature di GIOVA, riderci sopra con ironia e vederci noi stessi. Insomma GIOVA e la sua banda insieme al suo produttore “Grindalf” hanno fatto bene i compiti.                                                     

Quello che io posso dirvi è che da questo giorno quando la gente mi chiamerà GIOVA non potrà non scapparmi un sornione sorriso.

Di Giovanni Sgarlata

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