Non so voi, ma a me è capitato di sentirmi sola anche in mezzo ad una folla di persone. Un senso di inadeguatezza che mi pervade e mi fa allontanare dalla realtà che mi circonda portandomi in un mondo parallelo, dove gli unici protagonisti sono le mie insicurezze e i miei pensieri. Un vortice senza fine che mi trascina nell’oblio della solitudine. Sicuramente vi sembrerò una disadattata, ma sono certa che, chiunque stia leggendo queste righe, avrà provato sulla propria pelle queste sensazioni anche solo una volta, e con l’ultimo album di Avarello “Mentre ballo mi annoio”, ne ho avuto la conferma.

“Come Franco (che poi sono io, che poi forse siete anche voi), che vorrebbe fare cento cose ma si perde in un bar tra indigestioni d’amore e ubriacature con sconosciuti, sfumando in questo mare in tempesta e implorando qualcuno di rallentare”.

Le sette tracce che incorniciano l’album mi hanno spiazzato per la semplicità con cui riesce, non solo a raccontare la sua esperienza, ma anche a raccontarCi. In ogni canzone mi è sembrato parlasse di me, come se mi conoscesse, poi ho capito: non ha usato metafore o paroloni per spiegare situazioni, sentimenti o persone che non ne necessitavano. La bellezza delle canzoni scritte da un pugno che sa raccontare è proprio questa, capirle e sentirle senza bisogno di termini aulici, ma usando parole spicce.

Tutto l’album non fa altro che vestirsi di semplicità, di verità. Non c’è bisogno di capi vistosi e luccicanti perché Avarello “Mentre balla si annoia”, e allora a cosa serve un abito da discoteca, o attirare l’attenzione su di sé quando non si riesce a brillare di luce propria?  Perché l’abito migliore è proprio la naturalezza, specialmente quando chi lo indossa racconta mondi interiori ed esteriori.

Chi è Avarello?

È un cantautore siciliano classe 97, ascolta cantautori come Claudio Lolli, Stefano Rosso e Francesco Guccini ma non smette di guardare avanti dieci anni rispetto a sé stesso. Dopo essersi presentato alla scena con “Indigestione” per Revubs Dischi, datata settembre 2020, e aver confermato con “Preferirei rallentare” le belle aspettative suscitate dalla partenza, Avarello è adesso pronto a dare fuoco a tutto quello che ha fatto fin qui attraverso il megafono di un disco che ha tutte le fattezze di una radiografia dello spirito, di una sinossi dell’anima: “Mentre ballo mi annoio” è un

esordio che sa di mantra, di filosofia di vita e di manuale di distruzione.

“Mentre ballo mi annoio” è il primo disco di Avarello, disponibile su tutte le

piattaforme digitali dal 19.2.2021 per Revubs Dischi.

Di Michela Sgarlata

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