SVD, Le Parentesi dell’Anima

Vent’anni è l’età in cui un adolescente inizia a sentirsi un po’ più adulto, è la fase in cui nasce il bisogno di alzare la voce per farsi sentire da un mondo più forte di noi. Quando si inizia a cresce e a maturare, si comprende come funziona la società che ci circonda, e in pochissimo tempo si è già stanchi di come vanno le cose. Spesso ci si rifugia in una bolla intima come la musica per raccontare e raccontarsi, SVD ne parla nel suo EP “Parentesi”.

Tanto giovane quanto determinata, SVD intraprende la carriera musicale da giovanissima iniziando a pubblicare alcuni brani su SoundCloud. Il sound che la identifica di più si può grossolanamente catalogare come indie ma in realtà risulta influenzato da numerosi altri generi come l’emo-trap, il blues e il punk, tutte sfumature che troveremo all’interno dei suoi brani. La sua indole stacanovista la porta a produrre musica che la soddisfi totalmente, e anche grazie al sostegno del collettivo LaProd dà vita al suo primo EP, “Parentesi”, disponibile su tutte le piattaforme digitali dall’8 gennaio. I quattro brani contenuti in “Parentesi” raccontano una visione cinica e disillusa della vita, esprimono il dramma e il malessere non solo personale, ma di tutta la sua generazione. L’EP gioca molto sul dualismo artistico di SVD, ciascuna canzone esprime sia l’anima sfacciata e spavalda sia la parte più intima e fragile dell’artista. Queste due facce vengono espresse anche con i doppi titoli dei brani, uno esterno e uno, appunto, tra parentesi. Ciò sottolinea la cura e l’attenzione che la cantante ha per la propria musica, riuscendo a comunicare attraverso piccoli dettagli.

Pezzo blues (Non ti cerco più)” è il primo brano dell’EP, una dichiarazione d’amore ad una storia ormai conclusa dalle sonorità blues che lasciano trasparire tristezza e malinconia. A seguire troviamo “Oi (Accidenti)” dove SVD è affiancata dai LaProd, gli artisti si interrogano sulla reale esistenza di un amore, ciò aumenta il carico malinconico che viene trasportato da un sound ritmato. Successivamente ascoltiamo “PVNK(A)” in cui SVD insieme a Khole, trattano temi generazionali su una base punk in maniera cinica e disincantata. Chiude l’EP “Nastro Azzurro (Attenzioni)” brano molto introspettivo, racconta la difficoltà nel comunicare le proprie emozioni, il tentativo di ricevere attenzioni e il ritrovarsi soli alla fine di una relazione, il tutto accompagnato da un sound che alterna il cantato al rap. I quattro brani descrivono i tormenti interiori dell’artista che riesce a trasformare le sue emozioni in testi profondi e taglienti.

I brani della giovane artista appaiono anche all’interno della playlist “Scuola Indie” su Spotify, posto meritato che testimonia la sua entrata a gamba tesa nella scena indie. SVD dà voce ai problemi che un qualsiasi adolescente di oggi vive in questa società e senza dubbio ciò ci fa sentire meno soli.

di Matilde Pollicita

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