Gli ultimi giorni sono stati strani, stanchi, forse un po’ grigi, immersi in una routine vorace e ghiotta di istanti che pian piano stava inghiottendo forse anche me stesso. Ho letto tanto e ascoltato ancora di più, ho fatto playlist e riguardato film ed ero quasi convinto o meglio rassegnato a diventare uno di quel gregge da psicanalisi che dicono si creerà alla fine del lockdown. Poi però ho trovato il motore giusto per far ripatire, seppur con qualche cigolio, questa mia giovane vecchia carcassa, ho trovato le domande che cercavo ascoltando “Umani”, il nuovo album delle Lingue.

Ascoltare questo Ep è stato terapeutico perché ha toccato i tasti giusti, le 10 tracce dell’album sono un continuo indagare l’animo umano, forse anche da qui il titolo Umani. Le Lingue mi hanno accompagnato in un viaggio dentro me stesso facendomi ricordare la frenesia di un tabù infranto o le occhiaie da post sbornia in una afosa mattina d’estate aspettando la Nazionale in TV.  

Umani è fatto di momenti autentici e vissuti, molti dei quali probabilmente autobiografici, che rappresentano il punto di partenza di ogni traccia per dar vita a riflessioni utopistiche e sogni ad occhi aperti. Le lucide visioni delle lingue sono accompagnate da una musica a tratti psichedelica che richiama uno stile un po’ dream pop, se non fosse che la giovane Band non cerca un paradiso o un luogo immaginario perfetto ma al contrario è in questo mondo che cercano di fare la scelta giusta.

La traccia di apertura del disco porta lo stesso nome dell’album, Umani appunto, e rappresenta un inno a sè stessi contro i giorni sbagliati e contro tutte quelle cose che ci fanno sentire diversi, con qualcosa di sbagliato. Ho finito questa canzone con un sorriso sul viso perché mi sono reso che i miei giorni grigi in fondo, molte delle volte, sono “sbagliati” solo nella mia testa e per tutti gli dei del mare se le Lingue non hanno ragione. Questa canzone segna un po l’inizio di quel viaggio introspettivo di cui prima parlavo, un viaggio che tocca un’altra corda tesa in Scale.

Con Scale ci vengono in mente tutti quei ricordi felici magari un po’ annebbiati che ti fanno dimenticare quei giorni sbagliati, “delle rotture, della benzina e del traffico”. Scale è un ricordo o forse un sogno, è una realtà che ci piacerebbe vivere e che ogni tanto capita ed è proprio il fatto che può essere reale a renderla bellissima. Le Lingue cercano un mondo migliore ma lo cercano qui in mezzo a noi, nella primavera, nel fuggevole sguardo di una coscia o in un divano da condividere in 3 come in lovepop. Lo cercano nella vita di tutti i giorni che diventa così quasi degna di essere vissuta perché in grado di regalarti momenti felici e di pura estasi, perché non saranno deglii stupidi regali o relazioni stanche a dirci di essere vivi ma sensazioni ed emozioni palpitanti, ricordi sporchi e una consapevolezza di se stessi capace di farci alzare la testa.

Ascoltare questo ep è stato terapeutico tanto quanto scrivere questo articolo e mi scuseranno i miei 4 lettori di Manzoniana memoria se ho approfittato della loro avida lettura ma quando ascolto qualcosa come Umani delle Lingue posso dire di essere felice di fare questo sporco lavoro.

IL PERSONAGGIO

“Lingue” sono Federico Vittorini, Marco Fontana, Andrea Orlandi, Valerio Scarsella e Luca Biasini. Il progetto nasce a novembre 2016, segue l’uscita dell’ep “Neve”, autoprodotto, a Maggio ‘17, e la band promuove il lavoro attraverso più di 60 concerti arricchiti anche da numerose partecipazioni a Festival ed aperture ad artisti del panorama indie-pop italiano (Stato Sociale, Ex-Otago, MaDeDoPo, No Braino, Pop X, ecc). Il gruppo partecipa alle fasi finali del Premio Buscaglione condividendo il palco con altri artisti emergenti della scena musicale italiana ed attualmente sta pianificando insieme all’etichetta genovese “Pioggia Rossa Dischi” l’uscita del proprio ultimo lavoro in studio, registrato tra marzo 2018 e febbraio 2019 sotto la produzione artistica di Marco Diniz Di Nardo (Management) ed il lavoro in regia di Andrea Di Giambattista e Giovanni Versari.
L’8 maggio è la data di uscita del disco “Umani”, lavoro che è anticipato da tre estratti, pubblicati tra novembre 2019 e marzo 2020, e intitolati “Umani”, “Regali” e “Scale”.

Di Giovanni Sgarlata

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